Negli ultimi anni ci è stato imposto un cambiamento che è sempre più profondo e invasivo nel nostro rapporto con le cose che compriamo.

Una volta era tutto molto semplice: compravi un libro, e il libro era tuo. Compravi un CD, e il CD era tuo. Compravi un DVD, e il DVD era tuo. Compravi una macchina, era tua. Potevi prestarli, rivenderli, regalarli, conservarli in cantina per vent’anni oppure buttarli via dopo tre giorni.

Libri alla rinfusa
Cercate di trattare i nostri libri meglio di così!

Oggi non è più così.

Paghiamo un abbonamento per vedere film e serie televisive, invece di comprare i film in DVD o videocassetta. Paghiamo Spotify o Apple Music per accedere alla musica invece di acquistare un supporto che la contiene. I videogiochi vengono sempre più spesso acquistati attraverso piattaforme digitali che non ci consegnano un oggetto indipendente, ma ci concedono l’accesso a un prodotto all’interno di un determinato ecosistema.

E anche quando apparentemente compriamo qualcosa, spesso stiamo acquistando senza neppure accorgercene una licenza, un diritto d’uso o un servizio.

Pensiamo alle automobili. Accanto alla tradizionale proprietà stanno crescendo formule di leasing, noleggio a lungo termine, abbonamento e altre modalità nelle quali il rapporto tra l’automobile e il suo utilizzatore diventa molto diverso da quello che avevano i nostri genitori quando compravano una macchina. La stessa cosa accade con i telefoni, e sempre più di frequente le grandi multinazionali che le producono aggiungono clausole alla vendita di qualsiasi dispositivo tecnologico, dicendoci (non troppo chiaramente) che se ci azzardiamo a usare quella cosa in modo non conforme a quelle che sono le loro regole, si riservano il diritto di bloccare il dispositivo.

A volte non c’è nulla di male. In molti casi queste formule sono perfino convenienti, e forse è proprio questo il punto, rendere conveniente una cosa finché questa non diventa inevitabile, prima di alternative. E il problema, secondo me, arriva soprattutto perché spesso non ci rendiamo conto della differenza.

Perché possedere qualcosa significa anche avere un certo grado di autonomia rispetto a quella cosa.

Se possiedo un libro cartaceo, il suo destino dipende da me. Posso prestarlo a un amico. Posso regalarlo. Posso venderlo a un’altra persona. Posso portarlo con me dove voglio. Posso metterlo in cassaforte per quaranta anni o abbandonarlo su una panchina perché il primo che passa se lo legga.

Nel mondo digitale, invece, questa libertà può diventare molto più fragile.

Prendiamo gli ebook.

Quando compriamo un ebook attraverso una grande piattaforma, quasi mai stiamo acquistando un file da conservare sul nostro computer. Stiamo acquistando il diritto di accedere a quel contenuto attraverso un determinato sistema, secondo determinate condizioni.

Non è la stessa cosa.

Che cosa succederebbe se un giorno quel servizio cambiasse radicalmente? Se un account venisse sospeso? Se una piattaforma decidesse di non supportare più un determinato formato o dispositivo perché “obsoleto”? Se le condizioni del servizio cambiassero?

Non significa necessariamente che perderemo automaticamente tutti i libri acquistati. Ma significa che il nostro accesso a quei contenuti dipende da un’infrastruttura che non controlliamo.

È una forma di proprietà molto diversa da quella alla quale siamo abituati.

Ed è qui che entra in gioco una scelta piccola, ma per noi importante, che abbiamo fatto con Spaghetti Weird Edizioni.

I nostri ebook venduti direttamente sul sito, oltre a essere quasi sempre a un prezzo più basso di quello che trovate su Amazon, sono privi di DRM. In altre parole, quando acquistate un ebook da Spaghetti Weird non vi stiamo dicendo: “Puoi leggerlo finché il nostro sistema decide che puoi farlo”.

Noi vi consegniamo un file. Un file (anzi, due… un PDF e un EPUB)  che potete conservare, trasferire sui vostri dispositivi, fare una copia di sicurezza, prestare a qualcuno, regalare.

È vostro.

Naturalmente, sappiamo benissimo che questa scelta comporta dei rischi.

Un ebook senza DRM può essere copiato e può essere diffuso illegalmente. Non abbiamo la possibilità di controllare quello che succede al file dopo che lo abbiamo venduto.

Ma, francamente, non credo che il modo migliore per costruire un rapporto con i lettori sia partire dalla diffidenza.

Questo non significa che ci faccia piacere vedere i nostri libri caricati illegalmente online. Non significa che la pirateria non ci interessi. Siamo una casa editrice piccola: ogni acquisto conta, e conta parecchio. Significa semplicemente che non vogliamo trasformare il lettore che acquista regolarmente un nostro libro in un utente sorvegliato, limitato e vincolato a una piattaforma.

La pirateria che più ci piace

Se compri un nostro ebook, vogliamo che sia tuo.

Puoi metterlo sul computer. Sul tablet. Sul telefono. Sul tuo e-reader. Puoi conservarlo su un hard disk esterno. Puoi fare una copia di sicurezza. Puoi prestarlo a tua sorella o a un amico.

E sì, tecnicamente puoi anche copiarlo.

Ci fidiamo del fatto che la maggior parte delle persone sappia distinguere tra “posso farlo” e “è corretto farlo”.

Perché c’è anche un discorso culturale dietro alla questione.

Il digitale ci ha abituati a una strana forma di consumo nella quale pagare non significa necessariamente possedere. E più questa situazione diventa normale, più rischiamo di smettere di porci la domanda fondamentale: che cosa sto comprando davvero?

Forse sarà impossibile tornare al mondo dei CD, dei DVD e degli scaffali pieni di libri.

Ma possiamo almeno cercare di conservare alcune delle libertà che avevamo quando compravamo oggetti fisici.

La libertà di spostare ciò che abbiamo acquistato.

La libertà di conservarlo.

La libertà di prestarlo.

La libertà di regalarlo.

La libertà, soprattutto, di non dipendere per sempre dal fatto che un’azienda continui a offrirci il servizio attraverso il quale abbiamo acquistato qualcosa.

È una cosa piccola?

Spaghetti Weird Edizioni è una casa editrice piccola, quindi non abbiamo certo la pretesa di poter rivoluzionare questo modello. Però possiamo scegliere come comportarci noi.

E noi abbiamo scelto di consegnarvi i nostri libri nel modo più semplice possibile: un file, senza lucchetti.

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